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Serate 2013

Venerdì 18 Gennaio                  GIORGIO ANNICHINI

L’ACQUA CHE BERREMO
Speleologi e Istituzioni difendono la risorsa più preziosa

La vita sul pianeta che ci ospita è strettamente legata alla presenza dell’acqua: ne è riprova il fatto che le più antiche civiltà si sono sviluppate laddove la presenza del prezioso liquido era più abbondante.
Il consumo idrico medio di un cittadino italiano è di circa 300 litri di acqua al giorno, ma non tutti hanno la stessa fortuna: in alcune zone del mondo la disponibilità è di pochi litri pro capite, di difficile reperimento e di pessima qualità.
L’acqua che si raccoglie nel territorio carsico nazionale rappresenta una imperdibile risorsa naturale collettiva; questa risorsa si svela solo dove complessi fenomeni geologici lo consentono, fenomeni che, a volte, devono essere ancora compresi e studiati.
La speleologia è un formidabile mezzo per esplorare, studiare e documentare la geografia e la delicatezza delle nostre fonti di approvvigionamento potabile: “l’acqua che berremo”, quanta e di che qualità, dipende da quanto saremo realmente capaci di proteggerla.
Nel corso della serata sarà con noi l’Ing. Giorgio Annichini, del gruppo speleologico Gruppo Amici della Montagna di Verona, di cui fanno parte anche alcuni nostri Soci, che ci aiuterà a meglio comprendere quanto sia importante che tutti noi si sia coscienti che è oggi che possiamo e dobbiamo agire per garantirci un futuro vivibile, perché una cosa è certa: la qualità della nostra vita è e sarà indissolubilmente legata alla qualità dell’acqua.

 

 

Venerdì 8 Febbraio                  GAM

LE ESCURSIONI DEL 2013 E FOTO
BILANCIO ANNO 2012 – FOTO ESCURSIONI 2012
PROGRAMMA GITE PER L’ ANNO 2013 E MOLTO ALTRO

Come ogni anno anche quest’anno, finite le ferie di Natale e Capodanno, è giunto il momento di ritornare a parlare di montagna, rivedere per un attimo alcuni momenti della passata stagione escursionistica, e prepararci ad affrontare le nuove avventure della nuova stagione che oramai è alle porte.
Quale miglior occasione quindi per rincontrare gli amici che nel gruppo condividono la stessa passione, assistere alla presentazione delle nuove escursioni, condividere una piacevole serata con coloro che rappresentano l’essenza stessa, la vera filosofia del gruppo.

 

Venerdì 22 Febbraio                      RENATO ROSSI

CUSIOSITA’ NELLO ZAINO

La parola CURIOSITA’ riassume lo spirito che muove tutti noi a caricarci uno zaino sulle spalle e andare per i monti.
Pur essendo importante, la sola CURIOSITA’ non è sufficiente a garantirci la perfetta riuscita della nostra “avventura”, ma necessita di validi alleati quali un’attrezzatura adeguata, la cui scelta è molto più complicata di quanto si possa credere, data la vastità delle offerte, che il mercato propone.
Lo scopo della serata sarà quindi quello di mettere a disposizione degli Amici della Montagna di San Giovanni Lupatoto, la mia esperienza, maturata in oltre vent’anni di vendita nel mio negozio per poter conoscere meglio le proposte sul mercato, spaziando dalle caratteristiche e differenze trai vari materiali dell’abbigliamento, valutando, il loro migliore utilizzo e le nuove tendenze; confrontando i sistemi costruttivi che si nascondono dentro una calzatura da montagna, (differenza tra le varie membrane impermeabili..), fino ad arrivare all’attrezzatura, spiegando come e perché scegliere un occhiale da sole, la scelta dello zaino, l’utilizzo corretto dei bastoncini da trekking, caratteristiche dei set da ferrata e loro migliore utilizzo……..
Insomma un piccolo concentrato di suggerimenti per la scelta dei vari oggetti, che di volta in volta mettiamo nello zaino facendoli diventare, di fatto, nostri “compagni di cordata”.

Venerdì 22 Marzo                      LUIGI PICCOLI

TREKKING ALL’ALPE VEGLIA E ALPE DEVERO

Veglia e Devero sono due gioielli del mondo alpino.
I prati dell’alpe sono distese di verde circondate da montagne.
L’Alpe Veglia è un’ampia conca di origine glaciale circondata da una catena di monti che costituiscono il lembo occidentale delle Alpi Lepontine, al confine della Svizzera.
Sono montagne severe e belle e ricche di acqua.
La possente mole del monte Leone (3553 Mt.), sovrasta l’Alpe Veglia.
L’ambiente dell’Alpe Veglia è quello tipico dell’alta montagna, sebbene il fondo pianeggiante della conca rientri ancora entro il limite della vegetazione arborea.
I boschi che si sviluppano attorno alla piana si spingono fino a 2200 metri di quota e sono costituiti da larici.
Nella stagione estiva i prati sono ricoperti di moltissimi fiori di tutte la specie.
E’ tuttavia il pascolo, l’elemento dominante il paesaggio di Veglia.
Il clima di Devero, analogo per altitudine e dimensione geografica a quello di Veglia, presenta i caratteri severi dell’alta montagna.
Nel1970 venne avanzata da” Italia Nostra” e dal “Lions Club”, la proposta di costituire Veglia come parco naturale in opposizione al progetto dell’ENEL.
Pochi anni dopo l’ipotesi della diga venne abbandonata, per le possibili infiltrazioni d’acqua e così si salvò questo bellissimo angolo di natura montana.
Per chi fa il trekking, vi aspettano i due rifugi del CAI, molto accoglienti e con un’ottima cucina.

 

Venerdì 19 Aprile                     FLAVIO ZANELLA

LA STORIA DELLE DOLOMITI
I MONTI VENUTI DAL MARE

Le Dolomiti vengono chiamate i “Monti Pallidi” oppure i “Monti di Corallo”;
la colorazione delle rocce e la loro formazione geologica giustificano queste definizioni.
Per far conoscere le Dolomiti, si deve raccontare una storia che inizia più di trecento milioni di anni fa e che parla di antiche eruzioni vulcaniche, di chiare acque di mari tropicali e d’immani sovvertimenti della crosta terrestre.
Oltre alla storia geologica, le Dolomiti hanno visto scorrere tra le sue valli storie di uomini ardimentosi: esploratori che nell’ottocento hanno svelato al mondo le bellezze della regione; i naturalisti che tra queste rupi hanno scoperto specie botaniche uniche al mondo; pittori che sono stati irretiti da paesaggi orridi ed affascinanti; soldati che hanno combattuto per difendere i confini della loro patria; imprenditori che hanno posto le basi per le fortune turistiche delle vallate dolomitiche; sportivi che sulle strade e sulle piste fassane, gardenesi ad ampezzane hanno scritto pagine memorabili della storia dello sport; alpinisti che sulle vertiginose pareti delle Tre cime di Lavaredo, sulla Marmolada e sul Civetta hanno portato ai massimi livelli l’arte dell’arrampicata.
Le Dolomiti sono l’assieme di una serie di grandi storie ed il riconoscimento dell’UNESCO, che le ha dichiarate “Patrimonio Universale dell’Umanità”, dovrebbe garantire la tutela dei Monti venuti dal mare.
Il futuro è incerto: la speculazione turistica rischia di trasformare le valli dolomitiche in una delle tante Disneyland con troppi turisti fracassoni che ne percorrono le valli e funivie che ne aggrediscono le cime, trasportando sciatori anche negli angoli più nascosti.
Il motto che dovrebbe ispirare ogni turista recita: “Andare per conoscere, conoscere per amare, amare per difendere”; solo così le Dolomiti potranno sperare di avere un futuro sostenibile.

 

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